Leggersi.

20 marzo 2012 da Mauro

La fase che preferisco è quella dell’ideazione. Quando le immagini si inseguono e si incastrano una dietro l’altra come fosse proprio quello il loro posto.

Poi c’è la scrittura vera e propria.
Lì è disciplina, silenzio, rabbia e sangue. Fatica. Non sono uno di quelli che si rilassa quando scrive, lo faccio nervosamente e l’esaltazione arriva solo quando metto il punto finale e invio le pagine all’editore e al disegnatore.

A questo punto arriva la fase dei disegni. Lì la storia non è più roba mia. Diventa altro nelle mani di una persona che la renderà migliore.

Poi, l’attesa.

L’attesa che l’albo venga letterato. Letto dall’editore. Stampato. Distribuito.

Ed è solo a quel punto, possono passare giorni, mesi, o anche anni, che ti ritrovi per le mani una roba, che porta il tuo nome nella prima pagina e la riconosci come qualcosa di tuo, ma che non t’appartiene più, perché di quella roba lì tu puoi esserne soltanto un lettore come tutti gli altri.

Ed è quella, l’emozione più grande.

Sono anni che mi capita di provarla.
Mi ricordo quella del mio primo fumetto pubblicato. Era il 1996 e avevo 17 anni.
Mi ricordo quella del mio primo videoclip musicale. Del mio primo spot. Il primo film al cinema.
Il mio primo John Doe. Il secondo e il terzo, con i compagni di sempre.

E in questo momento ho appena finito di leggere la storia di Dylan Dog che porta il mio nome accreditato alla sceneggiatura ed io una sensazione così forte non l’avevo mai provata.

Sarà perché leggo Dylan da quando ero minuscolo e ricordo perfettamente la gioia di trovare due, tre albi non ancora letti su una bancarella e non vedere l’ora di immergermi nella lettura.

Sarà perché de La bellezza del demonio, Cagliostro, Il castello della paura, La dama in nero e Il Signore del Silenzio conosco ancora interi passaggi a memoria, tante sono le volte che li ho riletti.

Sarà perché leggendo Dylan e Zagor ho iniziato a sognare di voler fare questo lavoro.

Sarà perché Roberto, scrivendo questa storia con me, mi ha insegnato più cose su come si scrivono i fumetti di quante ne avessi mai imparate fino a quel momento.

Sarà perché Roberto, in questa storia, c’ha creduto tantissimo esattamente quanto ha creduto in me come sceneggiatore. Ed io, per questo, non smetterò mai di ringraziarlo.

Sarà perché Bruno ha disegnato delle tavole belle, ricche e piene di un talento che non cerca mai la via più facile ma quella più adatta alla fluidità della narrazione.

Sarà perché in questa storia ci sono concetti a cui tengo molto e sono fiero di aver contribuito ad esprimerli in un albo della più importante casa editrice italiana.

Saranno tutti questi motivi insieme e diecimila altri ancora, ma avrò tempo per parlarne meglio appena l’albo uscirà in edicola.
Per il momento, mi stendo nel letto, spengo la luce, e mi addormento con un sorriso.
Per una volta spero in un sonno pieno di incubi.

11 commenti

  1. Pao -

    1. Congratulazioni, di cuore.
    2. I Pavement, quando erano pulcini: http://stereogum.com/980132/listen-to-pavements-second-show-ever/mp3s/

  2. The Passenger -

    clap clap

  3. Raffo -

    Bravo! (Anche se ancora non l’ho letto, lo farò presto.)

  4. Mauro -

    @Paolo
    Grazie, è bellissimo!

    @The Passenger
    E dovresti vedere cosa svetta sulla mia libreria… mi sa che dopo te lo fotografo

    @Raffo
    Belllaaaaahhhhhh!

  5. Lario3 -

    Grande!!! Complimenti Mauro 😀

    CIAO!!!

  6. Mauro -

    Grazie Davide! E complimenti a te per le bellissime notizie che sto leggendo in giro in questi giorni! 😉

  7. Lario3 -

    Che gentile… grazie a te 🙂 Sperando che vada tutto bene 🙂

  8. moricimarco -

    che coincidenza: proprio oggi mi sono detto “fammi andare sul blog di mauro per vedere se dall’ultima volta che mi sono collegato è uscita qualche novità sul dylandog che deve uscire”….

    ma non ho capito, non è uscito ancora? quando esce?

  9. Fra -

    Ciao Mauro ma sarà la tua unica storia per Dylan o ci saranno altre collaborazioni?

  10. Gianluigi -

    Mi permetto di intromettermi nell’idillio autocelebrativo per segnalare un paradosso alquanto mysterioso. Mi veniva segnalato che nel sopracitato e sovraeccitato almanacco ci fosse la segnalazione di un film che ho fatto e quindi mi reco ad acquistarlo. Lo leggo nell’autobus nella infinita traversata tra casa mia e il cinema Adriano e qui trovo la storia di Recchioni/Uzzeo che decido di leggere. Il mio stupore non arriva tanto quando vedo immortalato (o come dite voi fumettari quando uno ti disegna?)il proprietario di questo blog, ma il fatto che venga disegnato con la t-shirt di Non Aprite quella porta che io indosso nel momento in cui leggo!!!
    Si tratta quindi di meta fumetto nerd fashion ai confini della realtà?

  11. Mauro -

    @Marco
    E’ uscito! E’ uscito!

    @Fra
    Per il momento, l’unica. Ma per il futuro… chissà!

    @Gianluigi
    E’ tutto collegato e tu sposterai l’isola portandoci tutti davanti al fabbricatore di quelle magliette. Un cinese che parla solo dialetto romanesco e che ci accoglierà col suo caratteristico: “Beeellllaaaaaahhh”

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