Inception – Recensione.

25 settembre 2010 da Mauro

Tutto si può dire di Cristopher Nolan tranne che sia un tipo incoerente.
Ai film sulla memoria toglie il ricordo, a quelli sui supereroi toglie lo stupore, a quelli sui prestigiatori toglie la magia e  a quello sui sogni, qualsiasi aspetto onirico.
Il termine “sense of wonder” deve causargli così tanti eczemi da averlo completamente abolito dal suo cinema.

E’ come Gotham City diventa Detroit nel Ritorno del Cavaliere Oscuro, così il mondo dei sogni di Inception non è altro che l’EUR con qualche laghetto e una serie di persone che ti guarda male (cosa che infatti, è ampiamente riscontrabile anche all’EUR).

E’ un cinema ipertrofico nella durata, nella messa in scena, nello script e non bastano uno spunto narrativo interessante, una superlativa interpretazione di Di Caprio e una fotografia curata nei minimi dettagli per far finta di nulla.

E’ un cinema faticoso, fatto di informazioni continuamente passate allo spettatore  attraverso l’uso della spiegazione, affinché ogni singolo elemento sembri solo apparentemente fuori posto per poi acquisire un ruolo preciso e determinato per far si che tutto torni.
Su questo è ossessivamente incartata la sceneggiatura, sul dire piuttosto che sul mostrare, sul descrivere piuttosto che raccontare, come se l’unica preoccupazione di Nolan fosse al servizio di una storia senza sbavatura alcuna, sacrificando la caratterizzazione di qualsiasi personaggio non sia Di Caprio, pur di mandarla avanti.

Dimenticandosi del tutto dell’aspetto emotivo.

Gelido come non mai, Inception non è quel capolavoro (autoriale ma anche blockbuster) che vuole ossessivamente essere, perchè cade vittima, ironicamente, dello stesso spunto della storia che racconta.

Quando si costringe un sogno nelle mani di un architetto tutto quello che si ottiene è la struttura, tutto quello che si perde è l’emozione.

Per concludere: Nolan, riappropriati di quell’urgenza espressiva che avevi ai tempi di Memento e quando sarai nel tuo studio, chino sulla prossima sceneggiatura, ricordati queste due preziose parole:

anche

meno.

Stellette? 6 (sarebbe veramente ingiusto qualsiasi voto più basso)

Scritto in cinema, recensione

39 commenti

  1. RRobe -

    E’ incredibile come tu abbia detto tutte cose vere e giuste e, nonostante questo, tu abbia torto.
    E’ la somma delle parti a fare la differenza.
    E visto che questo è solo un film fra tanti, e ci sono tante altre opere immaginifiche, a me il film di questo ragioniere dell’anima m’è piaciuto e non poco.
    Certo, io ho il vantaggio d’averlo capito.

  2. Mauro -

    Ecco, vedi… anche questa cosa dell’averlo capito… è un guaio del film.
    Quello script è un tipico caso di Ufficio complicazioni affari semplici.
    La storia del film non è complessa, anzi!, sarebbe linearissima se non si preoccupassero costantemente di usare quel miliardino giusto di parole in più che possano servire a complicarlo.
    Tutto punta allo scopo di rendere più complesso quello che non lo sarebbe con quintalate di regole (e strutture) di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. E ammettilo, quanto sarebbe stato più divertente un film dedicato solamente a far incazzare gli abitanti del subconoscio per farsi menare come Richard Ashcroft nel video di Bitter Sweet Symphony? Altro che minions!

  3. hatter -

    sei solo un ca@@one.
    ciunque legga questa articolo non dia retta all’autore… il film è un capolavoro. semplicemente CULT!

  4. Tito Faraci -

    Premessa: secondo me…
    A Nolan, in passato, era riuscita la deprecabile impresa di fare film calcolati al millimetro, eppure capaci di risultare confusi. E noiosi. Tipo The Prestige.
    Stavolta, ha fatto un film sui sogni senza essere onirico. E l’affetto è strano, straniante, per me straordinario.
    Senza contare, come già notato da altri altrove, il lavoro di rielaborazione del genere spy-story, di cui ha rispettato tutti i punti cardinali riuscendo però a farne qualcosa di personale e nuovo.
    Poi la storia della moglie (senza fare spoiler) mi ha commosso. Che ti devo dire? Starò invecchiano e diventando una mammola…

  5. Carlo Bocchio -

    Mauro,la penso esattamente come te sul discorso emotivo, ma credo anche che bisogna dare atto a Nolan che il suo scopo è stato raggiunto: lui insiste sulla faccenda del labirinto e in quello ti mette, ma per renderlo blockbuster deve pure spiegarti tutti i passaggi di volta in volta in modo lineare, poichè le persone non sono abituate a una struttura Lynchiana, e così, a differenza del Maestro, lui ti rovina la sospresa, ma ti consegna un giocattolo perfetto per tutti, e senza sbavature significative. Ridurlo a un 6 è pura scelta di gusto: il gusto per un film completo per chi cerca un film completo. A modo suo Inception lo è: sti cazzi dei drammi e delle vite di ogni personaggio, dell’immedesimazione: loro sono guide turistiche attraverso gli eventi, non feticci per un transfert. Quando vai a vedere un film di arti marziali i contenuti emotivi sono strettamente utili a motivare le botte,sennò rischi di fare come fecero per PatLabor, una serie dove i robottoni erano l’ultima cosa,e le gags idiote dei protagonisti erano una vera supposta.La storia stessa non ha importanza a volte, e nemmeno il tema, bisogna prendere confidenza con questi modi di leggere un’opera, perchè si rischia di squalificarla additandola come se si parlasse male del cinema muto perchè senza suoni.

  6. fabio -

    rrobe, dici di averlo capito, mo spieghi?

  7. ilaria -

    Non credo che Nolan abbia creato questo film principalmente per far “emozionare” come dici te, lo spettatore.
    Confusione, sogno, subconscio, caos.
    Quella che ha creato in me è un’emozione diversa credo.
    Oltre alla fotografia impeccabile, ottimi attori, una colonna sonora straordinaria, ci sono degli effetti speciali ed una grafica pazzeschi.
    Non riesco a capire come tu possa aver definito “gelido come non mai” questo film.
    Ho capito tutto quello che hai scritto e mi sono ritrovata in qualche cosa; ma forse non sei riuscito a percepire il senso che andava colto nel film, o le vere emozioni che voleva far suscitare Nolan.
    Da quello che ho letto, comunque, mi è parso di capire che forse Nolan non è un regista adatto a te
    (tutto ciò senza la minima intenzione di offendere e con tutta la certezza che mi possa sbagliare, è solo un mio giudizio, dato che il film mi è piaciuto moltissimo)
    Ho solo 17 anni, non sono brava a italiano e scrivo male, lo so 🙂

  8. Stefano -

    Il film secondo me va interpretato totalmente in chiave simbolica, se analizzato da un punto di vista tradizionale ci accorgeremmo che la storia è molto banale e assurda e fa SOLO da contorno al tutto, tanto che durante il film ti dimentichi quasi della premessa; la sceneggiatura è quasi nulla; i dialoghi sono pochi e poco interessanti; i personaggio non sono approfonditi. Il film è un sogno, è la rappresentazione simbolica delle dinamiche psichiche del sogno: la cassaforte, i tre livelli, l’architetto, il calcio, l’acqua. Il concetto dell’inception è geniale e realissimo, è ciò che ci accade tutti i giorni, è la capacità di persuasione, è la pubblicità, è la televisione, è il lavoro; è la capacità di convincere l’altro a far propria la tua idea e a pensare che sia frutto della sua riflessione, della sua volontà e delle sua scelta.
    Non è solo un film, ma, come dice Dom Cobb, “è un atto di fede”.

  9. Michele T. -

    Mauro, ho letto il post di Tito Faraci, ho letto il tuo e ho letto i commenti: in settimana, se trovo un po’ di tempo, andrò al cinema a vederlo. Sono curioso di vedere ‘sto film.

  10. Mauro -

    @Hatter
    Ciao Hatter! Tu e tua sorella avete la stessa opinione di me. Solo che lei Inception ancora non l’ha visto!

    @Tito
    Non stai affatto invecchiando anzi mi sembri parecchio in forma!
    Su Nolan a quanto pare la pensiamo alla stessa maniera e probabilmente il motivo per cui il mio giudizio su questo film è così negativo (sempre nell’ordine dei film che vanno visti… il sei a casa l’ha portato!) è ANCHE per quel discorso del sogno non onirico ma poi contribuiscono lo script verbosissimo e la scarsa attenzione verso i personaggi secondari. E parlo di occasione mancata perché se fai il gioco di sostituire “sogno” con “mente”, il film funziona alla stessa maniera, anzi meglio. La mente è strutturata ed abituata a catalogare. Il sogno è il suo esatto opposto. Boh, poca emozione dal mio punto di vista, o meglio: tantissima riguardo la storia di di caprio e gentile signora e zero riguardo tutto il resto. Ah. Anche lì, “abbiamo vissuto 50 anni insieme”. Una cosa bellissima relegata ad una linea di dialogo.

    @ Carlo
    Se mi fossi limitato a scrivere “quelli non sono i sogni come me li immagino io” avresti anche ragione. Ma per me, come detto altrove, i problemi del film non si limitano a quello, ma ad una verbosissima sceneggiatura che spiega e complica spiega e complica spiega e complica quello che invece era così semplice da avere bisogno di A) non essere complicato, B) spiegato meno. Una lunghezza eccessiva. Una scarsità di fantasia nel design degli ambienti. Un utilizzo superficiale dei comprimari (l’architetta in primis). Tutto ciò contribuisce ad un giudizio che comunque è sopra la sufficienza, quindi è chiaro che stiamo parlando di serie A.

    @Ilaria
    Ciao Ilaria e benvenuta!
    Tranquilla, non solo non scrivi male in italiano ma riesci anche a spiegare benissimo il tuo punto di vista.
    Allora, innanzitutto penso che sia lo scopo di qualsiasi regista emozionare il proprio pubblico. Sia che stiamo parlando di un film sentimentale, o un horror, o di un film neorealista polacco, l’emozione dello spettatore è un requisito fondamentale (qualunque essa sia: gioia, rabbia, batticuore).
    Il problema di Nolan, secondo me, risiede spesso nel tralasciare questo aspetto, riempiendo i suoi film di talmente tanti elementi… da scordarsi quello che reputo fondamentale: emozionare. Prendi il ritorno del cavaliere oscuro ad esempio… ti sei accorta di quante trame e sottotrame apre in continuazione distogliendo l’attenzione dall’elemento principale (ossia il dilemma etico di batman sollevato dal joker e da – anche, due facce), solo a memoria te ne cito due veramente inutili e di troppo: la trama dei molti batman e quella dell’identità segreta scoperta (senza considerare che Alfred e Morgan Freeman sono due attori diversi che, in pratica, interpretano lo stesso ruolo).
    Inception con il suo voler complicare una trama che in realtà è più lineare di quanto sembri, con il suo contaminare di generi e stile (i 4 livelli trasformano tutto troppo in un videogioco), alla fine rischia di perderseli tutti per strada!
    Discorso effetti e grafica, sinceramente non m’hanno stupito più di tanto, e se gli effetti sono sicuramente adatti… la grafica e lo stile mi sono sembrati molto basici, privi di qualsiasi caratterizzazione (ma in questo mondo, sognano tutti le stesse cose?)
    Spero di essermi spiegato meglio, ciao!

    @Stefano
    No mi spiace, non concordo quasi su nulla 🙂
    Non solo non penso che la storia sia banale, assurda e che la sceneggiatura sia quasi nulla (riesci a dire anche che i dialoghi sono pochi… ma sei sicuro di essere entrato nella sala giusta? Parlano IN CONTINUAZIONE ed è uno dei difetti del film!), ma neanche che sia tutto “simbolico”. Anzi, il film è talmente strutturato da negare in tutti i modi questo punto di vista. Qui di mulholland drive non c’è neanche la puzza.

    @Michele
    Buona visione!

  11. Giovanni -

    Ci sto ancora ragionando, e voglio pure scriverci qualcosa di più, ma più ci ripenso più lo vedo come un giocattolone senz’anima a cui almeno 30 minuti di meno avrebbero solo fatto bene. Mi spiego meglio però che sennò così lo boccio senza appello.

    I giocattoloni senz’anima a me piacciono! E pure tanto!

    Il problema di Inception (e dove fallisce Nolan secondo me) è che invece di fare un onesto giocattolone si complica inutilmente la vita con un miliardo di parole e spiegazioni del funzionamento dei sogni che non servono a nulla. Nè alla trama, nè ai personaggi, servono solo allo spettatore come punti di appiglio per andare avanti. Così ogni guizzo (pochi) viene ricondotto a 15 minuti di spiegazione (troppi). E il film si incarta su se stesso vomitando parole addosso allo spettatore. Poi, quando siamo sicuri sicuri che pure il nonno che è venuto ad accompagnare i nipotini abbia capito tutto, diventa Bond + Matrix. Un bel Bond + Matrix, non discuto. Belle scene, tutto che funziona, diverte e ti fa uscire comunque contento dalla sala. Il problema è che lo doveva fare da subito, non cercare di stirare un soggetto da un’ora e mezza in due ore e venti.

    Se l’intento era un giocattolone, Nolan s’è preso troppo sul serio. Se l’intento era un film sui sogni, Nolan deve aver studiato da ragioniere perché il subconscio fatto come l’EUR non si può vedere.
    A mio modesto parere, è un vorrei ma non posso anche se 6 come voto mi sembra poco. Alla fine ti diverti e un sette lo porta a casa. Da qua ad essere un capolavoro ce ne passa.

  12. Bence -

    Inception è costantemente verbale. Indica fino alla noia tutto quello che succede, perché sta accadendo, la trama, i conflitti interiori e così via. A 2/3 del film ancora ci impappina sulle regole del mondo dei sogni..Sempre :VERBALMENTE!. Utilizza lo stesso schema demenziale di una telenovela brasiliana (ricordate il famoso loop : “E’ morto Pedro-No davvero?-Si’-Ma come …)Mi chiedo come possa accadere questo in un film multimilionario come questo.
    Non ha quasi nessuna scena memorabile. Il film sono costruiti sulle scene.. Spesso noi ricordiamo i film dalle scene (esempio: 2001 odissea nello spazio ha un’enormità di scene memorabili, cito questo film perché molti critici in USA hanno comparato Nolan con Kubrick !?!) La colonna sonora sempre presente ed invadente, a darvi la percezione che stiano accadendo cose serie e drammatiche. Anche durante i dialoghi musica sempre presente ed in “primo piano” con impatto drammatico. Le scene importanti sono indifferenziate dalle scene base a causa sempre di questa dannata colonna sonora che ti corrode i timpani. L’impressione è quella di un enorme video clip.
    Parliamo poi dei personaggi. Non ricordo un solo nome, come del resto non vi è alcun sviluppo di nessun personaggio. Gli attori, tutti ottimi del resto, si limitano a proferire a mo di slogan il perchè e percome accade questo e quello (una sorta di “inception for dummies” spiegato fino alla noia).
    E questo lascia poco spazio ad un cast di ottimo livello.
    Tutti questi elementari errori “amatoriali” sono presenti solo per unico motivo: COMPENSARE. Lo stupido dialogo è presente, poiché Nolan non sapeva come portare avanti il plot in modo integrato. La musica a tutto volume sempre presente, il montaggio frenetico, il fatto che vi siano molte scene d’azione montate in un’unica sequenza compensano il fatto che il film ha poco o nulla di nuovo da farci vedere.Prendete le scene d’azione smontatele in modo da osservarle separatamente ed avete un datato B-movie d’azione. Inseguimenti d’auto, esplosioni, scontri a fuoco… il trucco consiste nel montarli e presentarli “confusi” così da sembrare “complicati”, in modo che alcuni li “confondano” con l’essere complicati. E la costante necessità di una spiegazione del perchè e percome sempre nella bocca di uno dei personaggi è qui presente perchè Nolan non sapeva come diamine costruire questo mondo (intricato già dall’inizio). In Matrix è bastata una sequenza di 5 minuti per spiegare l’intera struttura del film.
    Tutto questo ci lascia di stucco. Sembra che il film sia sempre sul limite di diventare la parodia di se stesso, ma il tutto sembra così dannatamente serio ed esclusivo, che difficilmente ti riesce a giudicarlo non buono.
    Il fatto che nessun critico in USA ed in Europa abbia notato questo, rimane per me un vero enigma. Considerato da molti come “masterpiece” “ground breaking”, questo lascia numerosi interrogativi. Che le majors americane non siano diventate così potenti da riuscire a controllare le recensioni nei principali media (internet-news-quotidiani-riviste)?? che si stiano completamente smontando le categorie su cui ci siamo sempre basati nel giudicare seriamente un film (dubito)??

  13. Mauro -

    concordo su-ogni-singola-parola.

  14. St3! -

    Personalmente l’ho trovato un film noioso, ridondante e pretenzioso.

    I film furbetti mi stancano. Nolan ci spiega le regole, e le rispiega fino alla nausea, per poi dimenticarsele completamente. La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti:
    SPOILERS:
    ma come, con l’impatto in acqua del furgoncino, non si dovevano svegliare tutti?!?! NO?! Cazzo, me lo hai spiegato per 45 minuti che DOVEVA ESSERE COSI’!!!Ma niente…Loror NUOTANO. E poi, visto che (come hai spiegato per altri 45 minuti) è il senso di “vuoto” a farci svegliare…un colpetto ad una sedia fa sobbalzare, mentre sempre il famoso furgoncino scaraventato fuori strada, non provoca nemmeno un minimo gesto di reazione ai “dormienti”?!?!?!?!.
    Il risultato è un film vuoto, impersonale ed asettico.
    Dopo due ore e mezza, non c’è nessuna affezzione per i personaggi. Sarebbero potuti morire tutti affogati, ed il mio tenero cuoricino avrebbe continuato a battere regolarmente. E poi cazzo Di Caprio mio…di professione fai l’incursore nei sogni, e non ti è mai venuto in mente che una bella terapia psichiatrica ti avrebbe potuto togliere dai coglioni tua moglie?
    E poi: la caratterizzazione dei personaggi?! Dov’è? La crescita dei protagonisti?!?! Neanche l’ombra.

    Nolan vuole fare un film suoi sogni dove di onirico non c’è praticamente nulla. Ed allora mi rode…come mi roderebbe se andassi a vedere un film porno dove non si vede neanche mezza tetta. Tra il vedere ed il raccontare Nolan, c’è una bella differenza.

    Bella la regia, bravi gli attori, ottima la fotografia. Ma con 170 milioni di dollari di budget, questo è il minimo sindacale.

    Voto: incazzato

  15. LEI&VANDELLI -

    Seguo il tuo blog da quando è nato. Sabato mi sono procurata Storytellers della Tunué e chiacchieravo col mio partner di Inception ( che non abbiamo visto ), sottolineando che la tua rece si discostava dalle altre… Quando Mauri mi ha chiesto se sapevo su cosa verteva la storia, ha sorriso e mi ha detto ” Uzzeo è sensibile al discorso dell’onirico” e mi ha messo in mano uno dei tanti tesoretti che custodisce con cura: la trilogia del ” Velo di Maya”. In vena di effetti speciali mi ha fatto leggere anche Antares e Mick&Eva… E’ bello veder crescere un autore.
    Nadia

  16. Giorgio -

    Non capisco tutto questo accanimento su Inception..
    L’idea di base, il rubare i sogni, è nuova nel mondo del cinema..Nolan , basandosi su questo, ha creato un film psicologico molto intenso, in cui c’è spazio sia per il Thriller, con scene lente, con “molte parole”(come alcuni di voi sostengono) e descrizioni, sia per azione pura, sparatorie, esplosioni, morti..Ma non capisco dove sia il problema delle parole?? Le scene sono spiegate sia a parole che visivamente, come quando Dom spiega come creare l’architettura di un sogno, con le strade che si piegano, i ricordi, le proiezioni del subconscio che reagiscono a ogni reazione dei protagonisti..Se volete un film senza (o con poche) parole, guardatevi Steven Segal(che io non disdegno comunque), dove dirà si e no 50 parole di sfida ai 2000 criminali che ammazza di botte…
    E poi è inutile accanirsi su “cosa avrebbe potuto o non potuto fare” il protagonista, è un film !!! Allora perchè in Indipendence Day gli americani non tirano direttamente una bomba da terra dentro alla nave, senza il sacrificio del pilota?? Perchè in La guerra dei mondi i soldati continuano a sparare addosso alle macchine, anche se è evidente che i proiettili e le bombe non fanno niente?? Semplice, scelte stilistiche: chi critica voleva una cosa, lo sceneggiatore ne ha scelta un’altra..
    E comunque, senza offesa, non credo che si possa sostenere una tesi così decisa con una recensione di neanche una paginetta…
    Saluti

  17. Luc -

    “(ma in questo mondo, sognano tutti le stesse cose?)”

    Però con questa reiterata critica sui sogni poco onirici o simili tra loro tu e altri detrattori del film prendete un po’ fischi per fiaschi e lo dimostra la tua parentesi che cito.

    Prima cosa sui sogni poco bizzarri e molto sensati: è uno dei presupposti alla base del film il concetto secondo cui al soggetto sognante in genere gli eventi di un sogno così come la componente visiva di esso risultino totalmente coerenti e sensanti nel momento in cui esperisce tale sogno (e per quanto mi riguarda è così anche per me); è solo al risveglio che il sogno dimostra discrepanze e assurdità. E’ ovvio che per favorire una immedesimazione dello spettatore, per far sì che entri nel sogno tanto quanto i personaggi e non risulti semplice osservatore Nolan abbia scelto di rappresentare il tutto in maniera coerente anche per chì, come lo spettatore, è (si spera) in stato di veglia. Se il sogno fosse risultato sensato per i personaggi e assurdo (visivamente ma non solo) per lo spettatore si sarebbe creato uno scollamento che non era nelle intenzioni di un regista consapevole del mezzo quanto Nolan. Poi il tipo di immedesimazione che viene a crearsi può non piacere ma è tutt’altra storia.

    Seconda cosa su “ma sognano tutti le stesse cose?”: quelli che vediamo nel film non sono semplici sogni. Tutto il film si basa sul concetto di sogno condiviso e per così dire ingegnerizzato. I sogni rappresentati nel film sono creati a tavolino, con la massima cura possibile, sono un edificio progettato da architetti (gli architetti sono evidentemente le figure più importanti nell’ambito dell’attività di Cobb e soci). Inoltre i sogni in questione non sono quelli dei vari soggetti sono i sogni di uno solo dei personaggi della squadra di Cobb e vengono utilizzati come base comune e condivisi dagli altri personaggi della squadra con l’aggiunta del soggetto da derubare (o in cui l’idea va innestata) per il quale il sogno creato da Cobb e soci (un sogno che, ribadisco, non è suo) diviene un contenitore, una trappola per l’inconscio (e non l’inconscio in sè per sè come suggerisce Giovanni). Non è che fanno tutti sogni uguali, è che i sogni sono creati allo stesso modo e dagli stessi soggetti (Cobb e co.) per tutta la durata della storia.
    Ovvio la cosa può non piacere per motivi di gusto personale ma narrativamente è del tutto coerente e rispetta le regole che Nolan impone a sè stesso e agli spettatori.

    Se mi permetti, è vero che Nolan, specie nella prima parte del film, dice un po’ troppo e in maniera decisamente didascalica (e qui condivido la tua critica)ma mi sembra pure che tu non sia stato troppo attento alle informazioni che ti venivano fornite. Lo dico senza offesa eh. 🙂

    Ciao e a presto.

    Luc

  18. Mauro -

    @St3!
    Sul ruolo dei comprimari e le crescite personali concordo in pieno con te.
    Per me deludente proprio perchè dall’inzio s’impone come film epocale. Trasuda pretenziosità. E allora sto col fucile puntato!

    @Nadia
    Uh. Commosso come un autore che crescerà anche ma resta sempre scemo. Per il momento vi ringrazio (anche a nome della Tunué) per aver acquistato Storyteller, spero vi piaccia! Per il resto invece… vi scrivo in privato!

    @Giorgio
    Ciao Giorgio! Nessuna offesa anzi, benvenuto su queste pagine!
    Quello a cui mi riferisco dicendo “parlano parlano parlano e non mostrano” significa proprio che è un film che più che mostrare, racconta quello che succede. Racconta le regole. Racconta i personaggi. Ad esempio, mi dicono che Leo di caprio è il più fico nel suo lavoro. Me lo dicono. Ma non me lo mostrano. Non mi mostrano una sequenza in cui io per primo penso “cazzo, è proprio il più fico nel suo lavoro”. Me lo dicono e io ci credo. Così come per le regole. Così come per l’inserimento assurdo dell’architetta (lui è il più fico nel suo lavoro e non ha una sua architetta? Un suo architetto? Si affida a una che lo fa per la prima volta? Che inizia con un labirinto che anch’io potrei fare e dopo 3 minuti è un genio?) Idem per la storia di leo e muliera. Ci dice lui SPOILER ON abbiamo passato 50 anni qui SPOILER OFF. Una cosa così importante relegata a una linea di dialogo. Ma non sarebbe stato bello vederli in qualche modo? Dici che 3 minuti di spari non potevano essere sacrificati? E soprattutto… nel momento in cui mi metti una storia che riguarda: lui, la moglie morta, i figli che rischia di non vedere mai più per un’infamante accusa… la storia parallela, per competere a livello emotivo… deve riguardare la fine del mondo o qualcosa di simile… non un segreto industriale dai! Sticazzi di fisher e del padre 🙂
    E non si tratta di “siccome io l’avrei fatto così a me non è piaciuto” ma, siccome il film mi ha annoiato e non m’ha emozionato, vi dico come mai. E per spiegarlo va benissimo anche MEZZA paginetta, altrimenti si parla di saggio!
    Ciao!

    @Luc
    Il tuo ragionamento filerebbe se c’avessero mostrato una certa varietà nei sogni e nell’architettura degli stessi. Invece no. Sia che sia il sogno iniziale, tra le pagode, sia quello finale, sulla neve, sia quello di leo e moglie, tra le case con l’acqua bassa, questi sogni sono tutti identici sotto il piano puramente visivo. Case che salgono. Case che crollano.
    Dici a me di essere stato poco attento perchè non avrei notato (secondo te) che quella di essere sogni “realistici” per non far capire al tizio di essere in un sogno, è uno dei requisiti fondamentali per portare a termine il tutto.
    E secondo te ritrovarsi in un bunker con migliaia di bodyguard che si fanno ammazzare per noi… è realistico? 🙂
    Perchè allora il tizio non s’è trovato su un letto di troie?
    Perchè non stava volando? Nel sogno tutto viene percepito come reale ed è solo al risveglio che se ne nota l’assurdità, lo dici tu stesso, quindi il tizio può tranquillamente volare nel sogno.
    Il fatto che fregarsi o installare le idee nei sogni sia una cosa ovvia in quel mondo non ci viene mostrato a sufficienza per accettarlo. E tutto quell’amba aradan di regole serve solo ad appesantire la narrazione (siamo seri… serviva veramente l’infinita sequenza dell’ascensore, involontariamente comica quando tutti vengono impacchettati?)
    Per concludere: il film ha una trama semplicissima e lineare. La sceneggiatura si preoccupa di complicarla all’inverosimile costringendoti ad un’attenzione costante che ti porta a credere che se perdi un’informazione sei fottuto.
    Appesantimento quando il tutto poteva essere molto più leggero!
    La mia opinione.

    Ciao!

  19. Crumb -

    Ciao Mauro, incollo dal mio blog 🙂

    Bah, appena visto e tutto mi è sembrato fuorchè un bel bel film.
    L’impressione è quella che Nolan abbia cercato di raccontare qualcosa troppo più grande di lui, in poco tempo, con il mezzo sbagliato.

    Per 3/4 di film ho avuto l’impressione di stare davanti ad un documentario sui sogni anzichè ad un film. Tenta di spiegare l’inspiegabile e gli attori sono i primi a farne le spese: la ragazzina non si sa da dove viene, chi sia o cosa faccia ma sa già tutto. I compagni sono macchiette. E’ un continuo “cosa succede?” “beh devi sapere che… etc etc” “perchè?” “perchè la fase rem… etc etc”
    Il ritmo non è accattivante e non riesce mai a prendermi se non nel finale.

    Il primo paragone che mi viene in mente, Matrix, funziona decisamente meglio da questo punto di vista: spiega e ti trascina al centro della storia velocissimamente, con più decisione e sicurezza…boom! in 10 minuti sei catapultato al centro del racconto e non sei più uno spettatore passivo alla ricerca di informazioni.
    In Inception no, non sono mai stato preso dalla storia, mi sono sentito distante e mai coinvolto e per me questa è una pecca gigantesca per un film.

  20. ericafà -

    “il mondo dei sogni di Inception non è altro che l’EUR con qualche laghetto e una serie di persone che ti guarda male (cosa che infatti, è ampiamente riscontrabile anche all’EUR).” GENIO.

  21. Andrea -

    Concordo su quanto scritto..passo-per-passo.
    Probabilmente ripeterò tutto quello già scritto dai precedenti lettori ma sento il dovere di dire anch’io la mia.

    Secondo me nel cinema,così come nell’arte quello che colpisce più di tutti è il perturbante..per la nozione di perturbante ce ne possiamo tranquillamente andare nel quadro di holbein i mercenari per capire che tutto ciò che il pittore ci vuole far vedere,alla fine, non si vede se non ad attenta analisi. Qualcosa che c’è e non c’è allo stesso momento,che ci entra dentro ma non lo sappiamo.
    All’opposto il film in questione mi sembra più da considerare come suggestivo e non perturbante.

    Spiego ancora la differenza: L’idea che si “incista” nella mente delle persone (quella di non avere uno spazio privato,che si possa chiamare inconscio,subconscio o conscio) anche quando tornano a casa dopo aver visto il film non deve andare DETTA o RIPETUTA spesso durante il film, ma deve insinuarsi da se strisciando tramite le immagini e gli eventi (accompagnata dalle emozioni se no non perturbi un bel nulla).

    Nel film tutto è spiegato,cerebrale e in modo certosino (come ho letto in altre recensioni) curato in modo da mostrare che non vi è sbavatura. Ma questo è un modo sbavato di fare cinema. (il sesto senso ci mostra egregiamente cosa voglio dire)
    La componente onirica è trattata malissimo…il respiro..la fase rem…
    niente descrizioni che ci inglobano nel “sonno/sogno”..(questa è la mia sensazione..io ho sbadigliato per colpa delle troppe spiegazioni)

    Ne vogliamo parlare del fatto che è un FILM D’AZIONE BELLISSIMO????
    OHH non parlatemi di psicologico insomma…gli effetti speciali come la slow motion sono molto belli (vedi la macchietta di sangue che esce al cinese dalla bocca)e la scena del treno…che probabilmente sarà quella più ricordata..gli daranno il premio??..
    (ma poi dico io..questi cinesi/giapponesi che vogliono il controllo del mondooo)….ma che ppaalleee…una volta erano americani,poi i russi, qualche francesce, inglesi a volte… ai ai..

    Insomma..grazie e scusa dello spazio che mi sono ricavato..
    Se ti và rispondi..

    Saluti
    Andrea Ventimiglia
    [www.ventimigliandrea.jimdo.com]

  22. Mauro -

    Come saprai avendo letto la mia recensione concordo praticamente su tutto.
    Mentre penso invece che la sequenza che verrà più ricordata sia quella dello splendido montaggio alternato tra i 4 piani narrativi scanditi ognuno da tempistiche e stili registici completamente diversi tra di loro.
    Quella, a pensarci bene, è qualcosa di tecnicamente molto, molto, molto complesso.

  23. Andrea -

    Ma mi pare che qui nessuno abbia capito che in realtà stanno cercando di tirare fuori lui dal suo sogno. Ma quali conquiste del mondo e magnati giapponesi onnipotenti, quello è un livello.

    P.s. il monologo del Joker nel secondo batman sulla teoria del caos fa sembrare banale qualsiasi altro film di introspezione psicologica.

    Per me Christopher Nolan è un genio totale.

  24. mika -

    qualche sparo e sega mentale in meno non guasterebbero…complimenti per il gran dispendio di risorse comunque

  25. Mauro -

    vero mika! Continua pure a seguirci.

  26. marco -

    ciao a tutti. ho visto il film in questione l’alta sera eppoi sul web per vedere i commenti. vorrei dire la mia. il film in questione mi è piaciuto. e sono daccordo con mika avesse fatto meno spari inseguimenti ect sarebbe stato un film cult. la trama concordo è molto lineare ma alcune cose non le ho capite completamente: la trottola che gira nella scena finale cosa significava che lui era ancora in un sogno?

  27. Mauro -

    ciao marco!
    Più che chiederti questo, pensa a PERCHE’ Nolan ha scelto proprio quell’immagine per chiudere il film? Perchè non mostrare se la trottola resta in movimento o cade? E avrai la soluzione!

  28. marco -

    per lasciare il finale a libera interpretazione dello spettatore direi.

  29. barbara tutino parker -

    In effetti io ti stavo cercando Mauro, nel senso che cercavo critiche rigorosamente italiane e preferibilmente fuori coro, di Inception. Vivo a New York e ho visto Inception appena uscito, I-Max tanto ero rimasta impressionata dalle previews. Lo ammetto, non sono mai stata una fan scatenata di Nolan, ma ci sono andata con le migliori intenzioni. Mi sono divertita, nella più assoluta consapevolezza che non avevo visto un capolavoro ma piuttosto si era trattato di un pretenzioso blockbuster di cui mi sarei scordata il giorno dopo e così stato. Sul New York Times ho poi trovato una recensione ottima a conferma delle mie sensazioni, consiglio a tutti di leggerla http://movies.nytimes.com/2010/07/16/movies/16inception.html.

    Tutto tranquillo fino a quando Inception non arriva nelle sale italiane e i miei amici gridano al capolavoro. Avevo bisogno di trovare qualcuno in Italia che non la pensasse così, and I’m pleased. Non entro nei dettagli della mia personale analisi, tu ed altri avete già detto tutto quello che c’era da dire. Aggiungo solo che da architetto (tenera la Page, io la adoro ma in questo film era proprio “cast”ata male) vi dico: ma magari fosse stato l’EUR! Nolan e chi lo ha aiutato, hanno dimostrato una mancanza di conoscenza della materia e delle sue potenzialità, ma soprattutto una mancanza di immaginazione, direi triste. Un bravo architetto può emozionare, un bravo architetto racconta, scuote i sensi, e nemmeno poco. Un bravo architetto non è poi tanto distante da un bravo regista. Davvero un’opportunità sprecata anche da questo punto di vista. E la citazione che Nolan fa di Kubrick – se non è presunzione quella… – la dice lunga: un monolite in una stanza, tanto era bastato a Kubrick per creare uno spazio, un’architettura, che riuscisse a sconvolgere e cambiare per sempre la nostra percezione della realtà.

    La sera dopo mi sono vista Blade Runner. Quello sì che è un capolavoro.

  30. John -

    La trottola che continua a girare…
    La realta’ cos’è ?
    Quella che definiamo con i nostri ricordi ?
    Dopo i figli che (finalmente) Di Caprio
    riesce a vedere in volto
    mi sarei aspettato di vedere la moglie di Di Caprio
    spuntar fuori all’ultimo istante
    Inception è la continuazione “naturale” di Memento perchè
    il cervello umano è il contenitore dei ricordi e dei sogni
    e la realta’ non è forse fatta di questo ?
    Ma in “Inception” c’è di piu’
    c’è la paura (perchè in fondo di quella si tratta)
    di aver compreso che la realta’ in cui viviamo
    è frutto esclusivamente della nostra percezione
    Noi creiamo la nostra realta’
    semplicemente attraverso l’osservazione
    La fisica quantistica ci ha svelato l’intuizione
    l’Universo Olografico è giunto a darne la prova definitiva
    Ma se tutto è illusione cos’è che invece non lo è ?
    Proprio la nostra “realta’ illusoria”
    attraverso la quale solo cosi’ l’uomo puo’ aspirare alla propria evoluzione
    perchè se cosi’ non fosse saremmo Dio
    e noi Dio non lo siamo
    Il sogno (terzo livello- spirituale)
    dentro il sogno (secondo livello- mentale)
    dentro il sogno (primo livello- astrale)
    e per finire il “limbo” (l’eterno presente o coscienza)
    Perchè serve fabbricarsi un “totem” da portarsi dietro durante il viaggio nei vari livelli ?
    Perchè la coscienza si sposta proprio attraverso i diversi livelli ma la consapevolezza no
    La consapevolezza è in tutti i livelli
    e il “totem” ne rappresenta il simbolo
    Ma nella scena finale la trottola non si ferma
    ed è giusto che sia cosi’
    perchè all’uomo non è dato di comprendere…ancora

  31. sakka -

    Porca miseria! Hai spiegato la mia opinione sul film in maniera perfetta!
    Sono daccordo…non c’è sufficiente emotività…il fatto che lui abbia vissuto 50 anni con la moglie in un mondo di sogni e solo una piccola parentesi nella narrazione…mentre secondo me doveva essere un fulcro su cui ruotava il tutto…
    mi risulta molto logico come film…e poco onirico come io mi immagino un film del genere…è un regista molto preciso ma punta troppo sugli incastri narrativi e non affronta sufficientemente la figura dei personaggi…
    i Personaggi credo facciano la storia non il regista…
    Sogni noiosissimi…l’unica cosa di fantasia utilizzata è la città che si ribalta… Ma i sogni sono solo in piccola parte esperienze visive…sono impulsi di emozioni, sensazioni, ricordi… Li viviamo spesso come veri anche senza che ci siano particolari precisi…Mentre li il dettaglio estetico era così studiato da far risultare il tutto un racconto ben fatto ma di sicuro non un’opera d’arte. Dopo tutti questi anni da Memento ci si aspettava un film perlomeno superiore

  32. Alessio -

    un film noioso… molto alla americana paragonabile a ocean eleven o missione impossibile. Sogni e realtà sullo stesso piano e quindi diventa solo un film d’azione in piu.Per sceneggiature complicate preferisco mile volte charlie Kaufman… comunque la idea chi se frega, la cosa importante é sprimerla. Nolan ha creato solo un prodotto di mercato, intrattenimento e mi dispiacie per chi dica “un capolavoro” perchè di cinema come espressione artistica non n’è ha idea…

  33. Sandra -

    Sono contenta di trovare del dissenso per questo film. Non credo possa essere considerato un capolavoro, in quanto non riesce a prescindere dal genere. E’ un film d’azione, una spystory, un arrovellato intreccio che probabilmente non annoia la maggiorparte degli spettatori che ama il genere, ma che risulta completamente poco avvenente agli occhi di un pubblico meno avvezzo alle esplosioni e alle corse disperate in auto.
    L'”inception” del film, non è assolutamente una cattiva idea!Le fasi del sonno , il differire dei tempi del sogno rispetto a quelli della realtà, le grandi capacità della nostra mente di riprodurre ambienti complessi in cui far vivere i personaggi del sogno e la conseguente perdita di queste abilità al risveglio, la possibilità che il sogno possa o sia stata già usato come mezzo per inculcare un’idea prevalente …. sono spunti eccellenti di grande riflessione ma rimangono degli input lanciati senza alcuna capacità descrittiva ed esplicativa . Tante buone idee, molto confuse o solo accennate…e per non far avvertire allo spettatore questa discontinuità nella narrazione, la scena è riempita da immagini ridondanti e rumorose, anche se a volte piacevoli e dignitosissimamente girate. Io credo che il silenzio sia più adeguato alla descrizione dello stato onirico rispetto alla serrata colonna sonora propostaci, e l’originalità del montaggio ,che in Memento aveva creato un effetto sorpresa piacevole, qui mi sembra solo un espediente per colmare dei difetti .
    Io credo non sia un’opera matura nè da consegnare ai posteri.. ma una prova di talento :si! Concludo dicendo che personalmente trovo indiscusse le capacità del regista, forse ancora un po’ perso nei virtuosismi registici, ma che ha sicuramente un’idea innovativa e interessante di cinema…6 +

  34. Pietro -

    Mah…tutti qua i detrattori di Inception, interessante:D..la domanda che mi pongo è: ci sarà un qualche genere di motivo per cui il 90 per cento della critica e del pubblico ha assolutamente apprezzato questo film? Il soggetto, la fantastica interpretazione di Di Caprio, la musica stratosferica di Hans Zimmer (che quasi nessuno,o forse proprio nessuno,ha citato),il montaggio,la regia…boh,mi sembra ci sia un po’ troppo accanimento contro il film di Nolan..non sono un critico cinematografico ma apprezzo il cinema in generale e,sia ben chiaro, ho i miei gusti. Uscendo dalla sala mi sono reso conto di aver visto qualcosa di unico, e cavolo, mi sono emozionato eccome!..qualcuno ha detto che [SPOILER] ridurre 50 anni di storia d’amore a una linea di dialogo [FINE SPOILER] è una cazzata..beh, pensate che a me quella linea di dialogo con quei pochi rimandi sfumati al limbo mi è bastata,e ci ho pure fantasticato sopra..con tutto il bene, molto meglio due battute sintetiche e qualche sfumatura che decine di minuti di pappardella,visivamente FANTASTICA siamo d’accordo, stile Shutter Island (ve le ricordate le infinite visioni del protagonista?..)..poi tutte queste critiche a come il regista ha rappresentato il mondo onirico..penso che un ambiente così astratto,irreale e straordinario possa essere espresso in ogni modo,no?..con musica,in silenzio..come l’EUR,come Prati o come Centocelle:D..poi può piacere o non piacere,ma è un altro discorso..
    Insomma,ne avrei altre di cose da dire ma devo andare al lavoro..opinione mia, Inception è un gran bel film che diverte,fa pensare, commuove e, per quanto mi riguarda, ti lascia qualcosa dentro. Non sarà un capolavoro,e su questo siamo d’accordo
    Ciao a tutti!
    Pietro

  35. Stefania -

    Mi aggiungo anche io, dato che l’ho visto oggi e mi piace leggere le opinioni di altri. Ho letto tutti i vosti commenti e tutto ciò che voi connotate come “difetti” o “critiche” per me non sono altro che le particolarità di questo film. La sua storia con la moglie, non so come facciate voi a dire che è stata ridotta a due secondi di dialogo quando invece è il punto fisso di praticamente tutto il film, dalla trottola che lui porta con sé, alla costante presenza della donna in ogni suo sogno.
    Che poi bisogna guardarlo con la consapevolezza del genere è indiscusso. Non è un film psicologico né introspettivo, è un film d’azione come ce ne sono tanti ma di alto livello. Io non sono un’amante del genere ma in questo caso non l’ho trovato pesante. A volte ero confusa sulle spiegazioni ma con l’andare del film man mano mi si chiariva anche il funzionamento dei sogni. Dite che è un film sui sogni ma non onirico. E’ questo che è straordinario. L’accuratezza con cui i sogni sono preparati, voglio dire non è che stanno perdendo tempo è il loro lavoro, e la geometria di ogni luogo. Gli altri personaggi sono comparse ma io credo per scelta del regista. E la storia di Leonardo di Caprio per me è stata commuovente e coinvolgente a sufficenza da “compensare” la mancata introspezione per gli altri.
    Che possa piacere o non piacere è legittimo, l’unica cosa che secondo me non si può dire è che ci sia troppo. E’ tutto calcolato al secondo, e ruota tutto intorno ed in funzione all’idea e al gioco centrale. Per me è un film memorabile.

  36. Angel -

    Ciao, se non altro sono soddisfatto di leggere delle “critiche” sensate. Ho visto ieri questo film, non mi aspettavo di certo un Kubrik ma, insomma, miriadi di commenti estasiati mi avevano fatto cullare la speranza di investire bene un paio d’ore. Delusione. E’ soltanto un film d’azione, con un ritmo forsennato ed uno spara spara caotico accompagnato da musiche stordenti.
    -Colonna sonora eccellente? Non a mio avviso. Che dire allora dei vari film di Morricone o anche soltanto di quella di un Pulp fiction?
    -Personaggi inesistenti e non sviluppati
    -Fotografia discreta ma nulla di eccezionale, d’altra parte con i computer oggi non è che sia impossibile confezionare ed incartare due buoni effetti speciali
    -Trama incomprensibile per quasi tutta la durata del film. Già il fatto che si basi su una cosa assolutamente di fantasia facilita le scelte dello sceneggiatore ma qui tutto, e dico tutto, fa acqua, sia dal punto di vista delle spiegazioni tecniche che da quello emozionale. Il trucco è semplice: tenere incollato alla sedia lo spettatore obbligandolo a spremersi le meningi per riuscire a capire cosa stia succedendo. Nonostante tutto, questo risulta davvero impossibile per tutta la durata del film.
    -Finale aperto, senza spiegazione, segue la traccia di tutta la pellicola ma lascia lo spettatore a bocca asciutta.
    Paragonato, dal punto di vista del “gioco” realtà-non realtà risulta ridicolo rispetto a sceneggiature meglio riuscite come ” fight club” che a mio avviso è davvero geniale ed almeno ha una conclusione chiara. Beh, se il regista voleva creare confusione ci è riuscito bene ma se ci pensiamo su un attimo questo è un obiettivo facilmente raggiungibile basandosi su una trama fantastico-fantascientifica e contorta. I commenti positivi, unanimi o quasi, della critica mi hanno lasciato a bocca aperta. Siamo davvero arrivati al punto in cui bastano quattro effetti speciali ed un buon Di Caprio per fare di un film banale un vero “Cult”?

  37. Filippo -

    Finalmente un capolavoro….

  38. antonio -

    mauro, tu sei fuori..(scusa)…ma come fai a paragonare INCEPTION a film da ”arrangio” da block..ma con che coraggio, e con quale ipocrisia!..io riconosco che ci sono alcuni film che hanno fatto la storia del cinema che a me non piacciono!, ma non per questo li deprezzo.
    le statistiche sono chiare ora , e questa e’ una bella soddisfazione per il mitico NOLAN, e’ da anni che non si vede un capolavoro intrinseco come questo!, chi ha avuto le balls di fare un film nuovo come questo?, certo per i piu’ ignoranti verrebbe da dire ”un copia e incolla con matrix”….ma e’ proprio questa la sfumatura che molti non riescono a cogliere..e’ coraggioso voler tuffarsi ad un avventura ”similfilm” come questa rischiando appunto di incappare a venir definirsi un film come matrix..assurdo ma completamente diversi..io li definirei danni collaterali da cinema.. ,mi spiego.. semplicemente penso che questo film sarebbe uscito cmq anche senza l esistenza di matrix.
    ps: vediamo quanti film NUOVI seguiranno dopo questo..

  39. Mauro -

    Antonio, la tua recensione è un capolavoro intrinseco.
    Spero che verrai a commentare anche per tutti i prossimi film che vedrò!
    Grazie

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