Uscito vivo dagli anni ’80.

11 marzo 2010 da Mauro

Non ho mai rimpianto il passato.

Ieri è sempre stato meno interessante di oggi e più stupido di domani.
Se chiudo gli occhi alla ricerca di un momento veramente felice faccio fatica ad allontanarmi da questo.
Non mi commuovo pensando alle foto sbiadite e della mia infanzia e non ho neanche la giustificazione di un adulto troppo vicino al mio culo. E’ stata un’infanzia dura e serena. Giusta come le infanzie di campagna, montagna e paese.
Non mi commuovo pensando alle scuole.
Anacronistiche, scomode, fastidiose, lunghe, estenuanti.
Non mi commuovo pensando ai vecchi amici.
Li ho tuttora intorno a me e per molti di loro, tra colleghi, fratelli, soci, compagni, ho finito le definizioni.
Non mi commuovo pensando ai vecchi amori.
Li custodisco tutti nel mio costato da eta-beta e mi consigliano ogni giorno su cosa smussare, colorare, donare, concedere, prendere, dare e stare.

Mi emoziona tutto quello che accade ora e qui.

E ora.
E qui.

Per questo non trovo una spiegazione per la foga irrazionale con cui tento di riconquistare pezzi legati al me e mio padre di tanti anni fa.

Tutto ciò che non controllo appartiene a quello che mi univa a lui in un’epoca compresa tra i miei 8 e 15 anni. E non lo controllo perché non sembra esserci materiale per goduriose dietrologie: un padre presente, più nei pregi che negli sbagli. Un padre tanto diverso dal me piccolo, quanto più simile ogni anno che passa.
Un padre con cui ho sempre più cose in comune.
Un padre cui regalai questo album di De Gregori nella versione in musicassetta e che oggi ritrovo su cd nella sezione offerte speciali della Fnac a 6 euro e 90.
Lo compro. Lo ascolto. E sono in macchina con lui, seduto dietro, mentre andiamo a Barrea. Mamma e Arianna che dormono, io che faccio finta e lui che ascolta e canta tra se e se soltanto  alcune strofe. Poi guarda fuori e oltre, continuando a guidare.
Chi era in quel momento? Si sentiva solo. Oppure sereno.

Forse cerco il padre che mi mancava, perché quello degli anni successivi sono sufficientemente certo di averlo trovato.
O forse sto solo cercando un modo per tornare a guardarlo in quei momenti perché li sento vicini e cerco di capire come affrontarli dato che non trovo niente, all’interno del costato da eta-beta, che sappia darmi la soluzione.

Scritto in me, parole

18 commenti

  1. saratraba -

    Mi sono un po’ commossa… io sono per il “nostalgia nostalgia canaglia”, ma io sono conservativa, meglio non prendermi ad esempio.
    Bello questo ritratto di tuo papà 🙂

  2. carlo bocchio -

    Bè,mi pà gli ho aperto gli scuri dell’ospedale e gli ho detto: “A bà, nevica”, e lui: “sti cazzi”

  3. Paolo Bassotti -

    Non entro nel merito della seconda parte del post, che è solo tua.
    Riguardo alla prima parte, mi rallegra il fatto di non essere il solo a sfuggire le nostalgie. Ma forse di questi tempi il ricordo va di moda perché il futuro sembra sempre più impossibile. Verrebbe quasi da dire che si rimpiange il passato perché allora sì che c’era il futuro. Lao Tsu disse: “Ciò che è è il passato di ciò che sarà.” Per i più abili c’è dunque anche la possibilità di una nostalgia istantanea. E invece no, guardiamo avanti.

  4. Sandrella -

    Forse stai anche cercando di tornare a vedere TE in quei momenti, dove ancora non esisteva nemmeno un passato da non rimpiangere 🙂
    e tu chi eri mentre lo guardavi? non so se ti sentivi solo, di certo mai molto sereno…

    p.s. e quando ascolti quel cd sei veramente quel bambino dagli occhi grandi e curiosi!

  5. skiribilla -

    Succede, coi genitori, quello che scrivi.
    E ognuno ha la sua risposta, valida solo per lui.
    (e fin qui ‘sto commento è inutile)
    Voglio però sottolineare con forza il fatto di ora e qui.
    Giusto così, totalmente d’accordo.
    (ok, non è migliorato per niente)

  6. Alberto -

    Ride on.

  7. Mauro -

    @Sara
    Vero. Tu rimpiangi un’epoca in cui gli uomini prendevano decisioni affidandosi alle stelle 🙂

    @Carlo
    Se stava dormendo s’è già trattenuto parecchio a non gonfiarti di calci! 🙂

    @Paolo
    Eh. Hai beccato il punto. E visto che tu sei quello dei riferimenti alti io resto sul mio: Kung-fu Panda -“Il passato è storia, il futuro è incerto. Solo l’oggi è un dono. Per questo si chiama Presente”.

    @Sandrella
    Io ho gli occhi piccoli e stretti!

    @Skiri
    Si ora. Si qui. Hasta lo priesente. Siempre.

    @Cugino Alberto
    Ehy! Ho! Let’s go!

  8. saratraba -

    Maure’, co’ le stelle nun se scherza, che se se ‘ncazzeno è già 2012! 🙂

    E comunque sai che bello, hai un problema, chessò, non ti funziona l’adsl, aspetti un nuovo contratto, ecco che te ne sali tranquillo tranquillo a delfi e ti becchi la risposta. Fatti servire, gli antichi ci pisciano in testa, e nel passato troveremmo il regno di domani! (scusate, mi è partita la ciabatta).

  9. N3B -

    Nutro parecchio scetticismo sull’uscirne vivi…son ancora piuttosto incline a seguire quell’essere ormai passato che cantava che “non si esce vivi dagli anni 80” effettivamente ancora non è cambiato granchè:
    “sarà che dentro è triste e starne fuori è una prigione”.
    (sì lo so, è da mano chiusa nella portiera dell’auto!…a mia discolpa vorrei precisare che generalmente non sono così catastrofica! ahahaah)
    ..per tutto il resto non è che c’è mastercard, è che forse è più semplice di quanto possa sembrare e il tuo qui mi sembra molto bello.

  10. lorenzo -

    Io ho avuto la civiltà di non dare suoceri a mia moglie.
    Non è cinismo. Sopravvivere fa bene alla salute, certo.
    Ma le perdite metabolizzate sono oro per pirati tenaci.
    Ho la scorza dura, ma se ci fate un buchino scoprirete
    che dentro è pieno di luce.
    Perdite e ritrovamenti: ogni civiltà è archeologia per altre
    e archeologa di qualcuno. Siamo vivi. Siamo amati. Amiamo.
    ciao, Maurio…

  11. RRobe -

    Mauro, io volevo comprarmi una Fiat 127.
    Come quella con cui mio padre mi portava alle giostre.
    E tu sai cosa ne penso di mio padre.

    Non è una questione di “chi”. E’ una questione di quando.
    “Vojo tornà bambino”…gridavo qualcuno,

    E’ normale.
    Succede a tutti.
    Quando si invecchia e la vita si complica.

  12. RRobe -

    p.s.
    i commenti dei tuoi post sonno irritantemente “sensibili” (detto con tutto lo spregio del mondo, sappiatelo).

  13. amal -

    rrobe sei un cagacazzi.

  14. amal -

    ah dovevo commentare il post e non i commenti?
    io ci sono nata negli anni ottanta. ne sono uscita viva per forza.
    (va meglio?)

  15. Mauro -

    @Rrobe
    Sei riuscito ad inserire nello stesso post le parole “mio padre” e “giostre”.
    Hai sforato abbondantemente i paletti per rientrare a pieno nella categoria “sensibbbbili”

  16. emmeics -

    Ma vogliamo parlare di come è stato concepito questo POST???
    Da chi Maurone è stato stimolato/distratto/trattenuto e via dicendo…
    dillo che mi vuoi bene gigante.
    😀

  17. Mauro -

    Morirai tra atroci sofferenze 🙂

  18. Marta Mara -

    Non sfugge nessuno alla nostalgia. Penso che come si va avanti con gli anni questa aumenti in mondo proporzionale.
    E’ tenera questa immagine che descrivi con il tuo stile chiaro se privo di fronzoli.
    Ma c’è tutta la tenerezza di figlio e ora uomo.
    Con mio padre ho avuto sempre un rapporto problematico; lo è tutt’ora. Non ho mai mancato di rispetto. Ma le liti son state dure.
    La paura di crescere è quella che ci accompagna, del tempo che passa sempre più in fretta.
    Forse cerchiamo pezzi di vita. Una vita che abbiamo vissuto….ma da inconsapevoli…

    La risposta di Lorenzo..nella parte finale ha la sua importanza: Siamo vivi. Amiamo, siamo amati.
    Grazie per questo tua condivisione. Marta

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